
Franco
External Forum User
inewd@hotmail.com
Posted on:
Jun 19, 2003, 4:26 AM
Post #8 of 25
(300 views)
Shortcut
|
Filippo Santinello wrote: > Ciao a tutti, > > innanzitutto saluto tutti dato che è la prima volta che posto in questo > newsgroup. Benvenuto > Spero possiate illuminarmi su un argomento che nei giorni passati > è stato origine di una accesa discussione tra amici. Come vedi hai avuto due risposte autorevoli. Adesso provo a confonderti le idee :-) > Dunque, si parla di V1. Se non ho capito male la V1 è quella velocità al di > sotto della quale in caso di emergenza è possibile interrompere il decollo > riuscendo ad arrestare il velivolo entro la fine della pista. Al contrario, > se l'emergenza si verifica oltre la V1, il decollo va continuato in ogni > caso. La definizione legale che conosco io (14 CFR 1) e` molto simile. V1 e` la massima velocita` durante il decollo alla quale il pilota deve iniziare l'operazione di arresto (togliere motore, frenare, aprire gli aerofreni) per poter fermare l'aereo entro la distanza di accelerazione-arresto. V1 e` anche la minima velocita` durante il decollo, alla quale, in seguito al guasto di un motore alla velocita` Vef, il pilota puo` continuare il decollo e raggiungere una quota prefissata entro la distanza di decollo. Se noti non si parla di arresto entro la fine della pista, ma entro la distanza di accelerazione/arresto, che deve sempre essere minore alla lunghezza della pista (in senso lato, come diceva spieg). > Domanda 1) Cosa succede se per assurdo l'emergenza si verifica proprio in > corrispondenza della V1? Voglio dire, la V1 è la più alta velocità a cui il > decollo può essere interrotto o è la velocità minima alla quale il decollo > va continuato? La definizione che ti ho riportato sembra dire che e` la stessa cosa, con le condizioni di fermarsi entro lo spazio di accelerazione-arresto o di decollare e passare a una quota prefissata (35 piedi) entro la distanza di decollo. Le cose sono in realta` un po' piu` complicate, come ti mostro dopo. C'e` un caso raro in cui queste due velocita` che tu citi coincidono, mentre di solito sono diverse (la minima velocita` di decollo e` piu` piccola della massima velocita` di frenata) Pero` dalla domanda che poni direi che qualche background matematico ce l'hai e quindi dopo andro` un po' sul complicato. > > Domanda 2) La V1 dipende naturalmente da molti fattori, peso al decollo, > condizioni meteorologiche, lunghezza della pista. Se però teniamo costanti > tutte queste variabili tranne il peso al decollo, mi vien da pensare, così > su due piedi, che all'aumentare del peso la V1 dovrebbe diminuire, in quanto > più pesante è il velivolo (ripeto, a parità di tutto il resto) minore > l'accelerazione e parimenti meno efficace la frenata. Tuttavia questo > ragionamento ha trovato in disaccordo diversi amici-colleghi... e anche > l'FMC del 737 Dreamfleet sembrerebbe darmi torto, dato che aumentando il > peso al decollo mi aumenta la V1. Evidentemente il mio ragionamento sbaglia > in qualche punto, ma dove? Direi nel fatto che tieni solo in conto uno dei due fattori che costituiva la V1, e cioe` la necessita` di fermarsi entro la fine della pista. Nella realta` ci sono altri due fattori da considerare, uno e` quello di decollare entro un determinato spazio, e la terza sono le limitazioni legali sulla V1. Cominciamo dalle limitazioni legali. Se supponi che un motore si guasti alla velocita` Vef, V1 non puo` essere piu` piccola di Vef piu` la velocita` che si guadagna fra quando si verifica il guaio alla Vef a quando si reagisce per fermarsi. Questo intervallo puo` essere anche di alcuni secondi in cui l'aereo continua ad accelerare. Inoltre Vef deve essere maggiore di Vmcg, come diceva giorgio. Queste limitazioni legali sono date dalle regole di certificazione degli aerei, in usa sono le CFR 14, in europa le JAR (praticamente copiate dalla versione americana). Adesso guardiamo le limitazioni tecniche [nel seguito faccio una analisi di prima battuta. Una analisi completa e` parecchio piu` complicata] Una e` quella di fermarsi entro un determinato spazio, quando si e` arrivati alla velocita` Vas (velocita` di accelaration-stop). Se immagini un grafico cartesiano, metti la velocita` sull'asse orizzontale, la distanza di accelerazione-fermata sull'asse verticale, e la curva Vas che ne risulta, e dice quanto spazio serve per arrivare fino a una data velocita` e poi fermarsi, e` con buona approssimazione una parabola con vertice nell'origine e concavita` verso l'alto. Qualcosa del tipo Sas=Kas*m*Vas^2. dove Kas e` un cefficiente che mette a posto le cose (dentro Kas c'e` anche la spinta dei motori), m la massa dell'aereo, Vas la velocita` che si e` raggiunta quando si decide di fermarsi. Sas e` la distanza di accelerazione/stop. Questa parabola parte dall'origine e continua finche' si raggiunge Vr (rotazione). Si potrebbe anche continuare oltre, ma questa e` un'altra storia. In questo grafico, su cui c'e` gia` la curva della Sas, si puo` aggiungere la lunghezza disponibile della pista, rappresentata da una retta orizzontale la cui ordinata e` appunto la lunghezza della pista. Il punto di incrocio del grafico accelerazione-fermata Sas con la lunghezza della pista dice qual e` la massima velocita` a cui ci si puo` ancora fermare. Se aumenti la massa dell'aereo, e lasci invariata la pista, la curva accelerazione-stop diventa piu` ripida, sale piu` in fretta, e quindi la velocita` massima a cui ci si puo` fermare diminuisce (il punto di incrocio si sposta a sinistra), e questo e` quanto sostieni tu (che e` giusto, ma non completo). **** Adesso vediamo l'altro aspetto, quello di decollare entro una determinata distanza (e superare un ostacolo di 50 piedi una volta, adesso 35 piedi). Semplifichiamo la cosa, e al posto del sorvolo di un ostacolo, prendiamo in considerazione il caso di arrivare alla velocita` di rotazione. Inoltre analizzo, smepre con semplificazioni forti, solo il caso del bimotore. Se hai tutti i motori funzionanti, arrivi alla Vr in una distanza che dipende (circa) dalla massa dell'aereo e dal quadrato della velocita` di rotazione, qualcosa del tipo Sag=k1* m/T *Vr^2 (in realta` non c'e` m, ma una funzione di m). Sag e` lo spazio per accelerate-go, Kag il solito coefficiente che fa venire i conti, m la massa dell'aereo, Vr la velocita` di rotazion, e T e` la spinta dell'aereo. Adesso supponi di partire, gia` da fermo, con un motore solo, (ovviamente questa e` una situazione limite, nessuno inizia il decollo ocn in motore solo. Ma con due motori funzionanti su un trimotore e` stato fatto). La quantita` di pista che ti serve sara` molto maggiore rispetto a due motori. In pratica e` piu` che raddoppiata, perche' hai solo meta` spinta, ma hai delle resistenze e degli attriti in piu`. Se invece perdi un motore alla Vr (velocita` di rotazione), la quantita` di pista che ti e` servita per arrivare alla Vr e` quella solita, perche' tutta l'accelerazione la fai con due motori. Se infine perdi un motore lungo la corsa di decollo, alla velocita` Vef<Vr, lo spazio che ti serve per arrivare alla Vr e` tanto maggiore quanta piu` bassa e` la velocita` Vef. La curva che ti da` la quantita` di pista per decollare (o arrivare a Vr, in questo caso) in funzione della velocita` Vef di piantata del motore, e` una specie di parabola con vertice sull'asse verticale e concavita` verso il basso. L'equazione (semplificata) e` qualcosa del tipo Sag=Ktm [Vr^2 - (1-Kse) Vef^2) In Ktm c'e` sia la trazione che la massa, Vr e` la velocita` di rotazione a cui vuoi arrivare, Vef e` quella a cui perdi un motore. Il cefficiente Kse e` poco meno di 0.5 ed e` la frazione netta di trazione che rimane dopo che si e` piantato un motore. Il vertice di questa parabola rappresenta il caso di partenza con un motore solo (Vef=0). Questa parabola continua scendendo finche' si arriva alla velocita` Vr, in corrispondenza della normale distanza di decollo. Se si aumenta la massa dell'aereo, questa curva si alza (ci vuole piu` spazio per decollare) e si estende piu` verso destra, perche' la Vr aumenta. ******* E adesso viene il bello. Si devono mettere sullo stesso grafico la curva di Sag e quella di Sas. La prima e` circa una parabola che guarda in giu`, la seconda e` una parabola che guarda in su. Il punto in cui si incrociano definisce una velocita` e una distanza. La distanza e` quella che si chiama distanza bilanciata Sb, e la velocita` e` la Vb velocita bilanciata [di questi parametri ne parlava spieg]. Sb e` quella lunghezza di pista che permette di arrivare fino a Vb e fermarsi e in questo caso Vb e` la massima velocita` a cui si puo` ancora frenare, oppure fino a Vb e continuare il decollo, e in questo caso Vb e` la minima velocita` che bisogna avere per poter decollare. Se cambi la massa dell'aereo il punto di incrocio si sposta in alto e probabilmente un pochino a destra (ci sono un bel po' di equazioni e prove sperimentali di mezzo): vuol dire che la lunghezza bilanciata si allunga e la Vb aumenta un pochino. Supponi di avere una pista esattamente lunga Sb (retta orizzontale che passa nel punto di incroci delle due parabole). In questo caso se perdi un motore alla velocita` Vef<Vb devi solo fermarti, se Vef>Vb devi solo decollare. ******** Adesso supponi di avere una pista piu` corta di quella bilanciata. La retta orizzontale che rappresenta la lunghezza della pista incrocia prima (piu` a sinistra) la curva di Sas (incrocio al valore Vs) e a velocita` maggiore la curva di Sag (valore Vg): si ha Vs<Vg Se perdi un motore a Vef e sei a una velocita` piu` bassa del primo incrocio (con Sas), Vef<Vs, puoi fermarti; se sei a velocita` maggiore del secondo incrocio (con Sag), Vef>Vg, puoi decollare. Se perdi un motore a una velocita` compresa fra i due incroci (Vs<Vef<Vg), acc! e` stato un piacere conoscerti e ti schianti (in ogni caso meglio frenare, c'e` meno energia all'impatto). Ovviamente gli aerei commerciali NON lavorano mai con piste piu` corte di quella bilanciata. ********* Adesso prendiamo il caso di una pista piu` lunga di quella bilanciata. Al solito sui due grafici di Sag e Sas si disegna la linea orizzontale che rappresenta la lunghezza della pista e che passa sopra Vb. Anche in questo caso questa retta incrocia le due parabole in due punti distinti, prima incrocia la Sag in Vg (valore diverso dal caso precedente), poi la Sas alla velocita` Vs. In questo caso Vs>Vg Se perdi un motore a velocita` inferiore al primo incrocio (con la Sag) Vef<Vg, non puoi decollare, ma puoi fermarti perche' Vef<Vs. Se perdi un motore a velocita` superiore al secondo incrocio (con Sas) Vef>Vs puoi solo decollare, non hai piu` lo spazio per frenare (pero` se Vef>Vs e` anche maggiore di Vg e quindi decolli). In questo caso pero` c'e` un intervallo di velocita`, quello compreso fra i due incroci Vg e Vs, in cui puoi scegliere se decollare (e ce la fai, sei a destra della Vag, Vef>Vg), oppure se fermarti (sei a sinistra della Sas, Vef<Vs). E allora in queste condizioni come si sceglie la V1? Qui entrano in gioco fattori vari che tendono sia a semplificare la vita al pilota, che a rendere piu` sicura la manovra. Se mettessi la V1 in corrispondenza della massima velocita` di frenata (incrocio di destra, con la Sas, Vs), una minima esitazione del pilota porterebbe l'aereo oltre al punto di possibile frenata. Per concedere al pilota un po' piu` di tempo per reagire, si preferisce mettere la V1 in basso nell'intervallo, e quindi definire la V1 dalle parti della minima velocita` che consente il decollo (V1 dalle parti di Vg). Su pista non bilanciata (piu` lunga), la V1 e` quindi data (molto all'incirca) dall'intersezione della curva Sag con la retta che rappresenta la lunghezza della pista (velocita` Vg). Quando la massa dell'aereo aumenta, la curva della Sag sale e quindi l'incrocio Vg, circa uguale a V1, si sposta a destra. > Ringrazio chiunque vorrà illuminarmi, dato che tra parentesi c'è una > scommessa pendente sul punto 2... :-) A stretto rigore, su pista non bilanciata, direi che abbia perso la scommessa, perche' la V1 non e` la velocita` massima a cui si puo` frenare, ma quella minima a cui si puo` decollare, e quindi un aumento della massa la fa salire. Per la definizione della V1 si cerca la condizione di decollo (e si verifica che la pista in uso sia piu` lunga di quella bilanciata) Pero`, visti i numerosi fattori di mezzo, credo che mi dichiarero` d'accordo con il comandante spieg (ubi major minor cessat :-)) e la scommessa possa dichiararsi indecisa. [PS: questo e` per nicola. Ho preso di peso quanto ho scritto sopra dalla mia solita fonte, e ho addirittura mantenuto i simboli che ho trovato in quella fonte. Vorresti mica dire per favore al ng da che libro e relativa pagina ho preso quanto ho scritto? ] -- Franco Um diesen Satz zu verstehen, muß man der deutschen Sprache mächtig sein.
|